Sostenibilità
Intervista a Domingo Arrigoni per Radio Belluno
Venerdì 12 giugno il nostro Domingo Arrigoni è stato intervistato da Luisa Venturin per Radio Belluno. E' stata l'occasione per parlare di Farmacie del Piave, i progetti in ballo, la sostenibilità sociale e soprattutto la Borsa di Studio intitolata al farmacista Hamid Reza Faramarzi, scomparso pochi anni fa. L'intervista la potete riascoltare qua, mentre di seguito mettiamo la trascrizione. Ringraziamo la speaker e Radio Belluno per l'attenzione dimostrata per noi e i nostri progetti.
Oggi parliamo di responsabilità sociale d’impresa con un esempio concreto sul territorio bellunese. Saluto il dottor Domingo Arrigoni, direttore della farmacia di Sedico. Dottore, ci racconta innanzitutto come sono organizzate le farmacie del Piave?
Le farmacie del Piave sono quattro: Sedico, Lentiai, Villa di Villa e Sospirolo. I soci di maggioranza siamo io e Adriano Zampol, insieme alla direttrice della farmacia di Villa, Manola Bernardi, e alla dottoressa Veronica Case per Sospirolo. Ci siamo consorziati per avere maggiore forza nei confronti dei fornitori e perché condividiamo gli stessi valori e la stessa volontà di interagire con il territorio.
Tra le iniziative che portate avanti c’è una borsa di studio. Di cosa si tratta?
Da cinque anni promuoviamo una borsa di studio intitolata al dottor Amid Reza Faramarzi, un nostro collega scomparso prematuramente. È un modo per ricordarlo e per contribuire al territorio.
A chi è rivolta questa borsa di studio e quali criteri seguite?
È rivolta agli studenti della scuola media di Sospirolo, dove il dottor Faramarzi lavorava. Seguendo anche le indicazioni della sua famiglia, abbiamo scelto di premiare non i più bravi dal punto di vista scolastico, ma gli studenti più propositivi, inclusivi e utili alla classe. Ogni classe sceglie il proprio candidato, quindi ogni anno abbiamo quattro vincitori.
Che impatto ha questa iniziativa sui ragazzi?
È molto emozionante. Negli anni abbiamo visto crescere la consapevolezza e la coesione tra gli studenti. Anche gli insegnanti ci riportano che questa iniziativa favorisce un clima più collaborativo all’interno delle classi.
Parliamo di ragazzi di che età?
Dalla prima alla terza media.
Può essere anche un modo per avvicinare i giovani alla professione del farmacista?
No, non è questo l’obiettivo. Vogliamo sostenere la scuola e la formazione, che consideriamo fondamentali per il futuro. Oltre alle borse di studio, contribuiamo con ulteriori risorse economiche all’istituto.
Quindi è un progetto destinato a continuare?
Sì, prosegue da cinque anni e continuerà. Vogliamo valorizzare aspetti che appartengono a tutti: la qualità della persona, non solo la performance scolastica, che può dipendere da molti fattori.
Parliamo ora dell’attività delle farmacie del Piave. Offrite anche contenuti informativi attraverso il vostro sito e il blog.
Sì, è un lavoro impegnativo ma stimolante. Spesso gli articoli nascono dalle domande dei clienti: quando non ho subito la risposta, approfondisco e poi trasformo l’argomento in un contenuto utile anche per altri. Questo aiuta anche me a mantenere le conoscenze aggiornate.
Che tipo di argomenti trattate?
Sono temi molto vari: dalle punture di insetti all’osteoporosi, dall’uso degli integratori alla vitamina D.
Trattate anche temi più ampi, come la salute mentale o l’impatto ambientale.
Sì, cerchiamo di affrontare anche aspetti etici e sociali. Le scelte individuali hanno un impatto sulla società e sull’ambiente, e questo si riflette anche nella nostra attività professionale.
Può farci un esempio concreto?
In relazione a situazioni internazionali, abbiamo fatto scelte commerciali coerenti con i nostri valori etici. Garantiamo comunque l’accesso ai farmaci per i pazienti, ma orientiamo le nostre decisioni di acquisto in modo responsabile, anche a costo di ridurre i margini.












