Generazione Z e salute mentale

Un grido inascoltato

La salute mentale di adolescenti e giovani sta diventando una priorità della Sanità Pubblica. Il periodo che stiamo attraversando — con crisi globali che si susseguono e flussi d'informazione ininterrotti — favorisce stress, ansia e disturbi aspecifici, spesso non riconosciuti e gestiti con l'automedicazione.

Causa principale: le brutte notizie di attualità

Un'indagine internazionale dell'UNICEF ha coinvolto 5.500 giovani della Generazione Z in sette Paesi diversi, per valutare come gli eventi mondiali incidano sul benessere psicologico e sull'accesso alle risorse di supporto. I risultati sono chiari: la GenZ si informa più di chiunque altro — il 74% consulta notizie online almeno una volta a settimana — ma questo non li rassicura. Al contrario, 6 su 10 si sentono sopraffatti dal flusso di notizie locali e globali, con livelli bassi di benessere psicologico e scarsa fiducia nella propria capacità di influire sul futuro. L'eccesso di informazioni negative e allarmanti alimenta stress, ansia e senso di impotenza.

Se ne parla troppo poco

Il tema è delicato e spesso poco affrontato, anche tra pari. Ancora più critica è la difficoltà dei giovani nell'individuare un punto di riferimento a cui rivolgersi: quasi 1 su 2 non saprebbe a chi chiedere aiuto, e il 40% ha dichiarato di sentire il bisogno di supporto per la propria salute mentale — percentuale che cresce tra le ragazze e nei giovani adulti.

Il coping autonomo non sempre va bene

Molti ragazzi adottano strategie autonome per gestire il disagio: ascoltano musica, dormono più del necessario, cercano compagnia tra amici e familiari. Non sempre è sufficiente. In molti finiscono per trascorrere più tempo sullo smartphone, spesso inseguendo proprio quelle notizie negative che aggravano la situazione: è il cosiddetto doom scrolling, un circolo che rischia di amplificare l'ansia invece di attenuarla.

Formare reti di supporto

I sintomi sono vari e non sempre riconoscibili: insonnia, nervosismo, somatizzazioni, ricorso a prodotti per il riposo o la gestione dello stress. Riconoscere precocemente questi campanelli d'allarme è fondamentale per attivare tempestivamente una rete di supporto e mettere i ragazzi in contatto con specialisti in grado di aiutarli ad affrontare il disagio.

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