COME DIMINUIRE IL RISCHIO DI ANNEGAMENTO
I CONSIGLI DELL'ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA'
di Adriano Zampol D'Ortia
28-06-2026
L’ Istituto Superiore di Sanità (Iss) dichiara che centinaia di persone perdono la vita in acqua, per cause in gran parte prevedibili Nel biennio 2024-2025 sono stati 604 i decessi per annegamento registrati, l'80% dei quali relativo a uomini. Un numero che potrebbe diminuire sensibilmente, se venissero rispettate alcune semplici regole di comportamento.
Circa il 30% ha più di 65 anni, circa il 23% è under 25. La causa principale è il cosiddetto "malore in acqua", responsabile di quasi il 45% dei decessi, seguito dalle cadute accidentali, dalle condizioni meteo avverse e dall'impossibilità di tornare a riva per ostacoli o correnti. Gli annegamenti avvengono quasi equamente tra mare (281 casi) e acque interne, come fiumi e laghi
(277 casi), ed insieme rappresentano il 93% del totale. Un dato da evidenziare, nel 6% dei casi il bagno è stato fatto ignorando la bandiera rossa, il segnale di pericolo esposto dai bagnini. Le piscine, con 37 casi, sono numericamente inferiore, ma preoccupante perché coinvolge prevalentemente bambini e ragazzi.
I consigli fondamentali
Per genitori e bambini:
- Non distrarsi mai vicino all'acqua. In Italia muoiono in media 16 bambini sotto i 14 anni ogni anno per annegamento legato a momenti di distrazione degli adulti. Il consiglio pratico degli esperti è di nominare un "sorvegliante dell'acqua" dedicato: una persona che abbia come unico compito quello di tenere d'occhio chi è in acqua, senza interruzioni.
- Recintare la piscina domestica o condominiale. Una barriera fisica che impedisce ai bambini di accedere autonomamente all'acqua è una delle protezioni più efficaci in assoluto. Nei Paesi in cui questa misura è obbligatoria, la mortalità infantile per annegamento in piscina si è praticamente azzerata.
- Insegnare presto ai bambini a nuotare. Il concetto chiave è l'"acquaticità", cioè la capacità di stare a galla, respirare correttamente, orientarsi e gestire la fatica. Prima si sa, meglio è.
Per ragazzi e adulti:
- Non entrare in acqua con la bandiera rossa. Se il mare è mosso, il rischio è reale anche per nuotatori esperti. Occorre tenere presente che nelle spiagge libere il sistema di segnalazione spesso non esiste. L'80% delle vittime nella fascia 15-60 anni muoiono spesso in circostanze legate alla sottovalutazione del rischio.
- Evitare alcol e sostanze stupefacenti prima e durante la balneazione. Alcol e droghe alterano l'equilibrio, i riflessi e la capacità di giudizio, moltiplicando il rischio di incidenti in modo significativo.
- Se si viene trascinati al largo da una corrente di ritorno, nuotare lateralmente. Le correnti di ritorno si formano frequentemente con il mare mosso. L'errore più comune e pericoloso è nuotare contro corrente esaurendosi. La manovra corretta è spostarsi parallelamente alla riva per uscire dal flusso e segnalare la propria presenza nel frattempo.
- Non tuffarsi mai senza conoscere il fondale. I tuffi in acque sconosciute sono responsabili di incidenti gravi, che vanno dai casi fatali ai danni permanenti alla colonna vertebrale. Il consiglio degli esperti è di entrare in acqua sempre con i piedi, almeno finché non si ha la certezza delle condizioni del fondale.
Per gli anziani: ridurre le attività faticose e consultare il proprio medico. Con l'avanzare dell'età, il rischio di malore in acqua aumenta considerevolmente: si stima che circa 120 persone sopra i 60 anni anneghino ogni anno in Italia per questa causa. In caso di patologie è sempre bene chiedere consiglio al proprio medico se e quando effettuare un bagno.
Regole valide per tutti:
- Non fare mai il bagno da soli. La presenza di un'altra persona nelle vicinanze può fare la differenza tra la vita e la morte in caso di difficoltà improvvisa.
- Prestare attenzione ai fiumi. Circa 70 persone l'anno annegano nei fiumi in Italia. I corsi d'acqua possono essere freddi anche in estate, causando uno shock termico che paralizza la capacità di nuoto. Si aggiungono correnti forti, sponde instabili e presenza di materiali sommersi e barriere.
- Leggere la cartellonistica. I cartelli esposti nelle aree di balneazione riportano informazioni fondamentali: i pericoli presenti, gli orari di sorveglianza, i numeri di emergenza. Se non è presente alcuna segnaletica, è necessario informarsi prima di entrare in acqua!!
- Fare il bagno vicino ai bagnini. La presenza di un assistente addestrato riduce significativamente il rischio. I bagnini riconoscono i segnali di pericolo e sono in grado di intervenire rapidamente.
- Scegliere spiagge libere gestite. Non tutte le spiagge libere sono uguali: alcune sono monitorate da Comuni, Autorità portuali o Regioni che si occupano attivamente della sicurezza dei bagnanti. Preferire questi luoghi rispetto alle spiagge non sorvegliate è una scelta che può ridurre concretamente il rischio.
Bibliografia:
1Dica 33 - Annegamenti: oltre 600 morti in due anni. Le 13 regole ISS per non rischiare la vita in acqua
Articoli correlati:
Generazione Z e salute mentale
di Adriano Zampol D'Ortia
Cos'è l'impronta ecologica?
di Adriano Zampol D'Ortia
Oltre la bilancia
di Domingo Arrigoni
ECG nei bambini e ragazzi che fanno sport: perché è fondamentale per la prevenzione
di Domingo Arrigoni
Cos'è la medicina di genere?
di Manola Bernardi