Alitosi, un piccolo disturbo che può diventare grande
Con impatto importante sulla vita sociale
di Adriano Zampol D'Ortia
02-05-2026
L'alitosi non è solo un disagio sociale o un problema di igiene orale, ma può essere una vera e propria malattia che richiede diagnosi accurate e interventi mirati. Ne esistono diverse forme e le cause possono essere molteplici — non solo intra-orali, ma anche sistemiche, incluse alcune terapie farmacologiche. L'igiene orale quotidiana rappresenta la prima misura terapeutica, a cui possono affiancarsi interventi più specifici a seconda dell'origine del problema.
Forme e cause: dalla bocca all'organismo
Si distinguono innanzitutto l'alitosi genuina, effettivamente percepibile, e quella psicogena, in cui il paziente ritiene di avere alito cattivo in assenza di evidenze oggettive. La prima può essere fisiologica (legata a digiuno, cibi odorosi o variazioni ormonali) oppure patologica, causata da condizioni di salute specifiche. La grande maggioranza dei casi, stimata tra l'80% e il 90%, ha origine orale. Le cause più frequenti sono le malattie parodontali e la patina linguale, ma contribuiscono anche infezioni, patologie della mucosa e, più raramente, tumori del cavo orale. Il meccanismo alla base è la produzione batterica di composti volatili solforati, derivati dalla degradazione di residui alimentari e aminoacidi contenenti zolfo.
Una quota inferiore è riconducibile a cause extraorali: reflusso gastroesofageo, infezione da Helicobacter pylori, sinusiti croniche, diabete mellito, insufficienza renale o epatica, intestino irregolare. In questi casi sostanze maleodoranti vengono prodotte a livello sistemico ed eliminate attraverso il respiro. Anche un'alimentazione fortemente proteica può contribuire. Alcuni farmaci favoriscono l'alitosi riducendo la secrezione salivare e quindi la capacità di autopulizia del cavo orale, creando condizioni favorevoli alla proliferazione batterica: è il caso di anticolinergici, antistaminici, antipertensivi e diuretici. Altri farmaci contenenti zolfo possono invece generare direttamente composti maleodoranti.
Trattamento: prima le cause, poi i sintomi
La base del trattamento è l'igiene orale quotidiana: spazzolino, dentifricio, filo interdentale e scovolino e controlli dentistici periodici. Quando l'alitosi è correlata a patologie del cavo orale, il trattamento spetta al dentista: la terapia parodontale riduce la carica batterica e l'infiammazione gengivale, mentre il trattamento di carie, infezioni e lesioni della mucosa elimina le fonti dei composti maleodoranti. Anche la correzione o sostituzione di protesi non adeguate rientra tra gli interventi raccomandati.
Accanto agli interventi causali, esistono terapie di supporto utili nel controllo del disturbo: collutori e dentifrici con azione antibatterica o neutralizzante dei composti solforati, fermenti lattici per modulare il microbiota orale, sostituti salivari nei pazienti con ridotta secrezione salivare, e una corretta alimentazione.
Cosa non basta: i rimedi sintomatici
Chewing gum, mentine e spray per l'alito hanno un effetto prevalentemente sintomatico: mascherano temporaneamente l'odore senza intervenire sulle cause. Possono essere utili come supporto nella vita quotidiana, ma non sostituiscono una valutazione clinica quando il problema è persistente.
Articoli correlati:
Prevenire l'osteoporosi
di Manola Bernardi
Curare le allergie senza farmaci
di Domingo Arrigoni
ECG in farmacia: quanto è affidabile l’elettrocardiogramma digitale?
di Adriano Zampol D'Ortia
Scabbia, continuiamo a parlarne
di Adriano Zampol D'Ortia
Ansia, stress e dolore
di Domingo Arrigoni